Carta de Giovanni Orfila a Pasqual Calbó

Amico Stimatissimo,

L’amicizia non patisce mai prescrizzione ne per l’assenza dell’amico ne per anche col fatal dito della morte naturale come agreggiamente ci amonisce quel valent’uomo di Cicerone. Verum enim, ait, amicum qui intuetur tamquam exemplar aliquod intuetur sui. Quo circa et absentos ad sunt, et egentes abundant et imbecilles valent; et quod difficilius dictu est mortui vivunt[i]. Intendiamoci però e non facciamo torto a questo grand’uomo. Egli parla di quella stretta amicizia, o, sia di quella vera e sincera amicizia, non però di quella chi serve ad ogni pasto, o, ut vulgo dicunt Romanesca.

Io sono Christiano, di bona legge, ed anche di bon core e per consequente niente più facile che nel scordarmi affatto di tutto il passato, non ostante, però chi vi vol bene vi ricorda d’amendare, o, almeno moderare quel comun diffetto che voi benignamente vi attribuite e fate Capitale sopra d’un vostro bon e sincero amico Orfila.

Pasqual Calbó , Reterat del reverent
Doctor Jaume Llambias.
In quanto al Ritratto poi vi sono obligatissimo: che serve la Copia se in qualunque sito vad’io trovo sempre il mio Originale? O forse avreste il piaccere di tenermi esposto sopra il vostro tavolino, o, Tavolone in mezzo ai scarti, e alla ..., transformandomi in grandi personaggi[ii], ora in una testa di Seguí, ora in altra di bronzo (sarebbe bene que fosse di bronzo di ferro adrittura) e in tant’altri eccellenti Giurisconsulti e Theologini, Febreri, Thedeums, e Llambias? Sbagliate affatto, e si sopra il superlativo vi fosse altro termine più alto di quello mi servirei per ringraziarvi, essendo assai pago di me steso in ciò di non aver mai ambito una tal grazia. Senza pregiudizio pero ne della Pittura ne del vostro merito ch’io venero e stimo, riceverete ciò che m’avete ordinato tutto proveduto dal Coloraro de la Strada della Vita il quale vi riverisce distintamente. Queste comissioni come sapete sono fora della mia sfera per consequente mi son fidato in tutto di questo Coloraro, e ho presso cecamente ciò che mi ha consegnato. La spesa la trovarete signata nella medessima nota inclusa nella Lettera per il Dr. Marcadal.

Ho a caro ch’abbiate del Lavoro, e vie più resto contento ed aconsolato nel vedere rendere giustizzia al vostro merito. Saluto tutta la vostra familia ed in particolare le vostre sorelle ed’infra tutti i frati Carmelitani il più furbo. E si in altro vi posso servire comandate pure senza riserva, che non c’è più Costo, e altro non mi resta che protestarmi suo.

Affmo. e Devomo. Ftre
Giovan Orfila
Roma 18 Dcbre. 80




[i] "Qui considère, en effet, dit-on, un ami véritable voit en quelque sorte une image fidèle de soi. C'est pourquoi, même les absents sont alors présents, les pauvres sont dans l'abondance, les faibles sont bien portants et, ce qui est plus difficile à dire, les morts vivent". Trad. François-Xavier Ledoux

[ii] Brujots

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